Da bambina non cambiavo canale durante gli spot, restavo ferma e immobile davanti alla pubblicità, per me non erano un elemento di disturbo né tantomeno un brainwashing; al contrario trovavo quei minuti essenziali, parte integrante del programma in onda.

Quando ascoltavo la radio sfidavo chiunque a indovinare a quale campagna appartenesse una determinata canzone e, trovando un “pubblico” il più delle volte distratto, mi chiedevo perché io fossi sempre così attenta a questo genere di cose. Mentre sfogliavo un giornale o bighellonavo in giro il mio sguardo si soffermava su immagini, headline, claim e payoff come un riflesso incondizionato. Cominciai a comprendere che le tante e diverse forme della comunicazione erano la mia passione.

Al liceo entra nella mia vita il teatro con i suoi caratteri e generi. Scopro cosa vuol dire avere una visione d’insieme, cosa sono tempo e spazio, l’educazione al corpo e alla voce. Imparo che l’ascolto non è mettere in pausa un semplice turno di parola. All’università scelgo un indirizzo che esplori il territorio dei media, dalla letteratura alla psicologia, dall’estetica al diritto dell’informazione.

Chiudo il mio percorso di studio con una tesi in filosofia morale sul mito della tecnica e sul pensiero di Umberto Galimberti.

Subito dopo inizio uno stage come addetta alle relazioni esterne per una casa di moda e capisco che i comunicati stampa mi annoiano. Così decido di entrare nel buzz marketing di un’azienda alimentare e fare parte di questo grande processo mi piace  immediatamente.

Nel marketing dove tutto dipende devi amare i dettagli, devi porti degli obiettivi e pianificare ogni singolo passo per raggiungerli. Dovevo approfondire le mie conoscenze e delinearle al meglio: ecco perché ho scelto questo Master. Mi chiamo Claudia, ho 28 anni e sono siciliana.

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