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di Alessandra De Cuia

Il 16 Dicembre abbiamo ospitato Nazzareno Gorni, General Manager di MailUp e fondatore di NWEB.

La scaletta della sua testimonianza era pregna e folta, snodandosi tra il case history dell’impresa, la spiegazione dei fondamenti dell’e-mail marketing, l’illustrazione delle problematiche e dei punti di forza di queste tecniche e l’offerta di ammonimenti, che più che consigli per evitare errori sembravano proprio scaturire naturali e necessari dalla frequenza troppo elevata con cui i professionisti del settore si trovano a dover fronteggiare leggerezze e preconcetti che rischiano di inficiare i benefici dell’e-mail mktg.

Lo stesso trasporto e fervore, composto e disinvolto più che ostentato, si poteva intuire nel dilatare efficacemente gli argomenti del sommario e declinarli ordinatamente “dall’indicativo “ della restituzione teorica dei vari opt-out, “regola del 30 60 90”, phishing, spamming o elenchi categorici B2B, al “condizionale” della demolizione dei falsi miti.

È così che dopo una panoramica sulla storia di NWEB, sul funzionamento e i momenti di eccellenza di MailUp – illuminati attraverso le quattro lenti del “importa, scrivi, invia, misura” – Gorni rassicura sulla vitalità del mailing ribaltando la tesi per cui sarebbe soppiantato dai social network, che, dati alla mano, vengono invece a sovrapporsi temporalmente e quindi a vivificarne e incentivarne l’attività.

Spiegando in seguito la tracciabilità dell’e-mail mktg, la possibilità di collaborazione con strumenti di analisi come Google Analytics e accennando alle formule matematiche che calcolano gli indicatori di misurazione dell’efficacia della campagna, Gorni trae l’occasione per porre in rilievo l’importanza del tasso di lamentela, fondamentale nella creazione della reputazione web dell’azienda e nella creazione delle whitelist, oltre che nodo gordiano nella determinazione sempre più puntuale di insuccessi a volte inspiegabili e racchiusi nella categoria dei “missing”.

È seguendo questo spunto che arriva a illustrare le differenze tra e-mail marketing 1.0 e 2.0, ravvisandole nello spostamento del focus sul ritorno di efficacia, ad opera di un’attenzione più diretta al destinatario, maggiormente coinvolto nella determinazione della frequenza, rilevanza e pertinenza del messaggio pubblicitario.

Elementi, questi, decisivi per la buona riuscita della campagna e la produzione dei risultati: ancora una volta, quindi, la conditio sine qua non è un’evoluzione del mezzo commisurata all’evoluzione del mercato.

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