di Niccolò Ciampolini

In questa intervista con Daniele Molmenti, medaglia d’oro nel K1 slalom alle Olimpiadi di Londra 2012, abbiamo trattato il rapporto tra media e sport “non calcistico”, per capire se e come, il digitale possa essere un canale in grado di offrire una buona visibilità anche agli sport “minori”.

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Daniele Molmenti (dal sito personale)

In generale come vedi il rapporto tra media e sport: come valuti il ruolo fondamentale dei media nello sport professionistico (riflettendo per esempio sulla mediatizzazione dell’olimpiadi): è un’opportunità dal punto di vista economico (e quindi di professionalizzazione degli sportivi) o il rischio di una eccessiva commercializzazione dello sport?

“Lo sport è una fonte ricchissima di valori. I media sono il veicolo per trasmettere i valori sociali e sono una opportunità per realizzare valori economici. L’Olimpiade è il più grande evento sportivo ed è anche il più grande evento visto alla televisione, i motivi sono molteplici e non vedo fattori negativi nel trasmettere il sano agonismo anche in modo eccessivo. I media devono guardare ad una domanda e la domanda calcistica è ovviamente superiore ad ogni altro sport, non è una scelta casuale ma condizionata da tutti i fattori che muovo l’economia mediatica e non solo. Il digitale ed in particolare il web, è forse l’unico modo attuale di poter raggiungere gli appassionati degli sport olimpici, non calcio, ma non solo, nel modo più libero e diretto. Alcuni brand o alcuni sport si sono dotati della tecnologia per avere un canale personale pur di arrivare agli appassionati in modo diretto e più controllato”

Media digitali e vita dello sportivo: ormai anche gli sportivi sono diventati (e devono necessariamente essere) dei comunicatori. Da una parte il rapporto con i media interviste) dall’altra l’utilizzo dei social media personali. Qual è la tua opinione, e come utilizzi questi strumenti?

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