di Elvio Torrente e Jacopo Maraffino

Axel Steinman (Vice President for International Bing Ads Microsoft) è il primo ospite della tavola rotonda dello IAB Forum 2016 incentrata sugli sviluppi del digital advertising.

Axel introduce il suo discorso spiegando la sua interpretazione del marketing applicato alla search. Secondo Steinman le 4 o 5P del marketing mix possono essere sintetizzate nelle 3P. L’attività di search infatti, dovrà diventare più Personal, più Pervasive e più Predictive.
Pervasive in quanto l’attività di ricerca che ad oggi è strettamente collegata all’uso di browser e motori di ricerca, nel giro di pochi anni diventerà sempre più veloce, di facile utilizzo e meno faticosa per l’utente, il quale sarà sempre più totalmente coinvolto nella ricerca di informazioni. Con i termini Personal e Predictive invece, Steinman si riferisce al linguaggio usato dagli utenti e dagli advertiser nell’ambito della search.

Dal canale YouTube di IAB Italia

Esso sta diventando sempre più naturale e personale, infatti si stima che già nel 2020 il 50 % delle ricerche online verrà effettuato tramite comandi vocali, quindi l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e di assistenti personali come Cortana, sarà sempre più importante per facilitare il dialogo tra l’utente e le macchine e per anticipare le esigenze dei consumatori.

A questo punto vengono invitati sul palco gli altri ospiti: Davide Mondo (AD di Mediamond), Roberto Benaghi (Chairman & CEO Mindshare Italia) e Carlo Meglio (CEO Moqu Adv). Proprio a quest’ultimo Montemagno pone una domanda interessante riguardo il ruolo di Google e Facebook per gli editori: “Come si collabora e come si compete con queste realtà?” Meglio risponde che oggi non si può prescindere da tali colossi, ma i publisher si stanno evolvendo attraverso nuovi strumenti basati sull’utilizzo dei dati e sui segnali che arrivano dalla rete, ovvero ciò che gli utenti stanno cercando e condividendo, quindi è importante cogliere queste informazioni per veicolare i contenuti più adatti.

Roberto Benaghi invece, interviene in merito alla situazione dei professionisti che lavorano nel mondo del digital. Biraghi sostiene che attualmente il settore è composto da una buona percentuale di specialisti con un background adeguato che sa come lavorare, ma soprattutto come reagire tempestivamente e con efficacia in un contesto come quello del digital che è notoriamente dinamico e in continua evoluzione. Poi invece c’è un’altra percentuale di professionisti che ricopre anche ruoli di una certa rilevanza all’interno delle aziende, ma che non sono adeguatamente educati. Quindi la scommessa per i prossimi anni sarà quella di “riportare a bordo” persone fortemente preparate per avere in mano le carte giuste per uno sviluppo davvero forte.

Infine interviene Davide Mondo che ci tiene a sottolineare come oggi il digitale dia la possibilità agli advertiser di creare dei tipi di pubblicità fortemente targettizzata e specializzata, ma assumendo che il digitale sia in forte crescita, se poi si analizzano i risultati dei mezzi più “old style” come la tv, si nota come anch’essi continuano ad ottenere degli ottimi risultati. Quindi, l’errore che oggi si può commettere nel digital secondo Mondo è quello di rincorre un KPI che la tecnologia ci mette a disposizione per creare chissà quale micro-audience, perdendo però di vista l’obiettivo finale, ovvero ragionare sulle reach, sui target più coerenti e sulla viewability delle pubblicità.

Annunci