di Jacopo Marraffino e Elvio Torrente

Durante il secondo giorno dello IAB forum, in mattinata durante la plenaria si è parlato del mondo dei BOT. Mikael Yang, founder di ManyChat ci ha spiegato proprio l’importanza dei BOT nel mondo del marketing e della comunicazione.

Innanzitutto l’intervento è iniziato spiegando cos’è un BOT. Con le parole di Yang un BOT è un “business account inside a messaging app”. Con esso un brand può interagire istantaneamente con la sua audience e viceversa.

Attraverso un bot un utente può interagire, fare domande e ottenere risposte. Il bot può perfino compiere delle azioni per conto suo ad esempio comprando dei prodotti online o consigliando dove comprare qualcosa, oppure chiedendo direttamente all’utente l’indirizzo di spedizione in modalità push.

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Tutte queste operazioni vengono automatizzate all’interno del bot. Come spiega Yang, tutto può essere automatizzato, anche i pagamenti, ma la vera rivoluzione dei Bot è un’altra. La vera rivoluzione per il mondo dei bot è stata l’apertura degli account business e delle funzionalità per business di tutte le applicazioni di instant messaging. Telegram, messenger, whatsapp, viber, ogni applicazione ha creato i propri KPI e le proprie interfacce per busines.

Questa tendenza si è tradotta in un enorme opportunità per i bot.   I vantaggi nell’usare i bot per queste applicazioni sono facilmente intuibili. Sono le applicazioni più scaricate dagli utenti con milioni di download nell’appstore e nel playstore.

“Se due milioni di persone usano applicazioni di instant messaging ogni giorno, tu come business devi essere li, devi usarle per raggiungere la tua audience”.

Certamente potrebbe sorgere una domanda fondamentale pensando all’utilizzo dei bot: perché un business dovrebbe iniziare a utilizzare un bot invece che utilizzare ad esempio l’email marketing?

Le ragioni sono molteplici, ma in questo articolo ci limiteremo a elencare le quattro principali.

  • I messaggi sono istantanei, le interazioni con i messaggi avvengono nell’arco di circa un’ora di tempo, in cui i bot hanno un tasso di risposta dell’80%. Come spiega Yang se 10 mila persone ricevono un messaggio tramite bot, 8 mila rispondono al messaggio e 4 mila rispondono entro un’ora.
  • Secondo dato importante riguarda le possibilità di personalizzazione. Con i bot si può applicare una personalizzazione one to one, diversamente dall’email marketing (da uno a molti).
  • Altra caratteristica riguarda le informazioni che è possibile raccogliere. Se con l’email marketing non si riesce praticamente a conoscere nulla delle persone contattate in conseguenza all’invio di una mail, con i bot è possibile ricevere un feedback di informazioni istantanee. Yang parla di informazioni come il genere, la lingua, la foto del profilo, il cognome, dati di localizzazione e altre tipologie di insight sull’utente.
  • Ultima caratteristica che segnaliamo nell’articolo riguarda dati precisi. Se per l’email marketing si ha un open rate del 22% e un CTR che varia dall’1 al 3%, con i BOT si ha un open rate di circa l’80% (come tasso medio, quindi considerando campagne che non hanno funzionato) e un CTR che varia dal 10 al 30%.

Tuttora esistono 300 mila bot su Telegram, con 25 milioni di messaggi inviati ogni giorno e Facebook conta 7000 bot con più o meno la metà dei messaggi giornalieri. Forse d’ora in avanti dovremmo utilizzare di più il messenger marketing dell’email marketing. Dai dati sembrerebbe una scelta logica, forse anche considerando le nostre esperienze di utenti, bombardati da migliaia di mail, potremmo dire lo stesso.

“People are really engaged with their messaging apps, that is why you get so much engagement”.

 

 

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