di Anna Do Amaral e Leonardo Mottola

Alla plenaria di Iab Forum 2016, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare il discorso emozionante e motivante di Stephen Attenborough, il Commercial Director di Virgin Galactic.

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Se i soldi non fossero un problema, quante persone vorrebbero vivere l’esperienza di un viaggio spaziale? Tutti. Quante persone pensano di poterlo fare? Nessuno. Ma le cose potrebbero cambiare: Virgin Galactic ha inaugurato il primo spaceport al mondo, nel deserto Jornada del Muerto, in New Mexico. Virgin Galactic è una spaceline commerciale. Tutto è partito da un sogno, forse un azzardo, del magnate della Virgin Richard Branson, quello di offrire l’opportunità di visitare lo spazio. Ora si configura sempre di più come un progetto ambizioso ma entusiasmante. L’obiettivo della Virgin Galactic è quello di far sperimentare alcuni minuti di microgravità, a 100 chilometri di quota. Sei turisti alla volta, saranno astronauti per un giorno a bordo della navicella WhiteKnightTwo. Il prezzo del biglietto è di 250 mila dollari.

 

Un viaggio spaziale sarà possibile anche per chi non è un astronauta. Perché vogliamo andiamo nello spazio? “Because it’s such a cool things to do”, dice Stephen Attenborough. Ma non si tratta solo di questo. Questa esperienza arricchisce, emoziona e cambia la vita di chi lo compie. Il turismo che offre Virgin Galactic è quello di visitare luoghi che per ora sono stati visti solo da un gruppo di persone ristretto ed esclusivo, gli astronauti e i ricercatori. Con Virgin Galactic, ciascuno di noi potrebbe avere l’opportunità – soldi permettendo – di sentirsi parte di un cambiamento epocale, quello della conquista dello spazio. Secondo Stephen Attenborough questo è un passo importante per migliorare il mondo.

Quando si comincia? Non è ancora stata fissata una data precisa: per offrire un viaggio perfettamente sicuro e funzionale, sono ancora in corso accurate ricerche. Il 31 ottobre del 2014 la navicella SpaceShipTwo, la versione precedente alle WhiteKnightTwo, si era disintegrata durante un test, causando la morte del pilota. Il 3 dicembre 2016 la nuova navicella è stata collaudata con esito positivo.

 

Perché Virgin investe in questo business? Virgin, fondata da Richard Branson nel 1972, nasce come etichetta discografica ma a poco a poco ha abbracciato innumerevoli settori dell’entertainment e ha acquisito una compagnia aerea. L’ultima mercato che si vuole conquistare è quello, appunto, dei viaggi spaziali. Stephen Attenborough spiega che tutti questi servizi sono uniti da un unico intento: il desiderio di far sorridere le persone.

 

Cosa c’entrano i viaggi nello spazio col digital? La tecnologia digitale ci permette di comunicare con persone dall’altra parte del mondo: accorcia le distanze geografiche e abbatte le barriere culturali. Il comune denominatore che troviamo tra il digitale il turismo spaziale è sicuramente una visione del mondo – e dello spazio – senza confini. Chi un giorno partirà con Virgin Galactic potrà ammirare, dall’oblò della navicella spaziale, il pianeta terra unito e senza alcuna barriera. Andare nello spazio è un’esperienza che non può che aprire nuovi orizzonti.

 

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