di Stefania Nava e Piera Ramella Pezza

H-FARM, con la sua Business Unit di Digital Marketing, è tra le aziende che ha preso parte ai Workshop dello IAB Forum tenutosi il 29 e 30 novembre 2016. Il tema dell’incontro? Spiegarci come i Big Data possano aiutarci in due direzioni: con la customer reputation e con la media optimization.

H-FARM è una piattaforma che crea siti per Startup da circa 10 anni e che si occupa di “brand reputation”, focalizzandosi soprattutto sulla digital transformation e la ricerca organica.

Mettendo a confronto i dati, possiamo riuscire a capire cosa possiamo ottenere”, è questo ciò che ci hanno voluto spiegare Giorgio Sacconi, responsabile della Business Unit di H-FARM, e Marco Parisi, responsabile della guida del canale Tim Impresa Semplice. Tutto quello che fanno o con cui lavorano “è dato”.

hfarm

La parte metodologica della lavorazione dei dati, ovvero il tracciamento, è molto importante, servono infatti infrastrutture tecnologiche, competenze interne ed esterne (agenzie di riferimento) e tecnologie adatte.

Il momento più importante è però il passaggio dal “dato” alla “informazione”, perché è sull’informazione che si fanno scelte e si prendono vere decisioni di business.

Questo processo parte da una gestione del dato che, come accennato precedentemente, richiede infrastrutture tecnologiche adeguate (architetture applicative ad hoc per gestire grandi quantitativi di dati e capacità di lavorazione che colleghino il real time con l’interazione), ma anche la consapevolezza che il dato per l’azienda è portatore di grandi valori e non va quindi lasciato a mani perse.

Il valore dei dati va poi tradotto in termini di marketing e suddiviso in varie tappe, più precisamente 8 secondo H-FARM, che vanno a ricoprire le performance e la customer experience. Analizziamoli uno ad uno rapportandoli al caso Tim Impresa Semplice:

 

  1. TRACCIAMENTO MULTICANALE: THE GRANULARITY POWER. Per analizzare i “big data” e sfruttarne la loro potenza, bisogna potervi accedere con regolarità e questo è possibile solo mediante modelli di analisi e processi tecnologici continui. Si parla quindi in una specie di percorso continuo da seguire.

 

  1. GOVERNARE E POSSESSO DEI PROPRI DATI. Tramite i report è possibile controllare e immagazzinare dati (capability infrastrutturale).

 

  1. PASSAGGIO DA DATI A INFORMAZIONI IN REAL TIME. In questo modo si riesce a dare un valore ai dati che permetta successivamente di spiegare le informazioni.

 

  1. COMPRENDSIONE DEL PATH TO CONVERSION. Capire come, grazie alle interazioni, le proprie property riescano ad interagire con le proprie campagne media.

 

  1. CONOSCENZA DEGLI INTERESSI DELLA PROPRIA AUDIENCE. la clusterizzazione dei clienti è molto importante, serve infatti a dividere un target fedele da un altro che ha semplicemente una forte passione.

 

  1. IMARARE A CAVALCARE LE PERFORMANCE. Le informazioni precedentemente clusterizzate in target servono in questa fase per creare campagne di comunicazione ad hoc.

 

  1. BIG DATA PER UNA CUSTOMER EXPERIENCE REALE. Con la creazione di un’interazione che va al di là dei media, andando a personalizzare in questo modo la customer experience.

 

  1. COSTRUZIONE DELLA MARKETING AUTOMATION SU DATI REALI. Nel caso Tim Impresa Semplice viene ricostruita l’interazione sui canali digitali di più del 40% delle vendite offline.
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