di Abigail Massidda

Mercoledì 5 aprile, nell’ambito del corso di Strategie digitali delle aziende, in cui si sono succedute alcune tra le aziende più famose al mondo, abbiamo ospitato Arianna Lamarque e Ferdinando di Fino, rispettivamente Digital Marketing Manager e HR Director Italian Market di Campari Italia.

Durante il loro intervento ci hanno spiegato come il digitale, per Campari, non è solo uno strumento per comunicare, ma anche uno strumento per innovare.

campari
Ferdinando Di Fino e Arianna Lamarque, Campari Italia.

Campari è un gruppo italiano fondato nel 1860 e fortemente legato al proprio territorio. L’Headquarter è, ad oggi, a Sesto San Giovanni, una cittadina appena fuori Milano. La sede centrale non è altro che la ex fabbrica in cui un tempo venivano prodotte le bevande a marchio Campari, creando un attaccamento ancor maggiore alla propria storia.

Campari è un’azienda in crescita e dal 2004 ad oggi si sta espandendo in diversi paesi, presidiando dove possibile queste nuove location con sedi fisiche anziché solo tramite distributori. La crescita di Campari non è stata solo interna ma anche esterna, infatti negli ultimi anni ha acquisito diversi brand di fama mondiale, come la vodka SKYY, Gran Marnier ed infine Bulldog.

Chiaramente la loro categoria principale di business sono gli alcolici, da quelli dedicati all’aperitivo, agli after meal – molto sviluppato in Italia e meno in altri paesi, fino agli spirits come ad esempio il tequila, il whisky ed il gin.

È stato molto bello sentire quanta attenzione pone Campari sulle proprie persone, sull’ambiente in cui quelle persone devono lavorare, ma soprattutto sulle materie prime di cui si servono per realizzare i loro famosi alcolici.

campari red

Secondo Arianna Lamarque ormai tutti noi abbiamo gli strumenti per fare più o meno tutto quello che vogliamo con un pc, mentre un tempo invece erano necessari diversi device alla volta per raggiungere lo stesso risultato. Questa innovazione nelle aziende può causare incertezza, perché non è facile per loro capire in quale direzione andare.

Per poter prendere una decisione consapevole e vincente, il primo step da seguire è quello di ricercare dati e su di essi sviluppare delle analisi per raggiungere gli obiettivi aziendali. Arianna sostiene infatti che l’avvento del digital marketing sta cambiando anche il mondo del business, dove pragmatismo e passione diventano sempre più importanti.

Con l’avvento del digitale è cambiata anche la customer journey, un tempo il consumatore avvertiva il bisogno, e non vi erano ulteriori passaggi prima di entrare nel punto vendita ed effettuare l’acquisto. Al contrario oggi il path to purchase si è trasformato: il percorso inizia sempre dalla percezione del bisogno ma poi si frammenta. Il consumatore inizia a cercare informazioni su prodotti – o su un solo prodotto – che crede possa soddisfare il proprio bisogno. Una volta raccolte le informazioni necessarie il consumatore passa a individuare il prodotto e solo dopo questi passaggi procede all’acquisto in negozio o sull’e-commerce. Questo nuovo percorso di acquisto del consumatore rende possibile che anche un piccolo negozio di liquori ora possa lavorare sulla search online, sul SEO o sul SEM, riuscendo a convincere il consumatore, fornendo informazioni, prima che vada online o al supermercato.

Inoltre un tempo la comunicazione era unidirezionale, mentre oggi il digital permette di comunicare ad un target ben preciso, più di qualità che a sua volta può rispondere ed interagire con il brand. Non esiste più la necessità di basarsi su degli stereotipi poiché quando si deve comunicare ad un determinato consumatore lo si deve fare con qualcosa che interessi proprio a lui non più in generale a chi è simile a lui. Secondo Campari inoltre, è importante far divertire il consumatore, facendogli vivere esperienze reali, non fornendo solo mere informazioni di prodotto sul sito ma interagendo con loro in modo da essere rilevanti e autentici.

Ma oltre ad essere rilevanti ed autentici è importante sapere essere efficaci nella propria strategia online, e per farlo, secondo loro, è necessario:

  1. Avere contenuti che per l’utente valga la pena condividere
  2. Coinvolgere i propri utenti con attività di engagement
  3. Stimolare la curiosità e la voglia di esplorare del consumatore
  4. Essere sempre esaustivi nelle risposte

Oltre alla presenza online le aziende sono diventate a loro volta produttrici di contenuti, con ciò non intendendo solo pubblicità offline e spot tv bensì contenuti dedicati solo al mercato digitale, come ad esempio il loro ultimo cortometraggio firmato Paolo Sorrentino. Questa produzione home made genera diversi vantaggi tra i quali, ad esempio, una targhettizzazione sempre più precisa.

Campari è nota al mondo per la propria brand image, grazie alla quale sono riusciti a diventare un vero e proprio love brand made in Italy e questo, a nostro parere, è frutto di un lavoro quotidiano a mille mani, avendo davanti a sé obiettivi chiari, ed una way of working ben delineata, ma soprattutto – per qualsiasi campagna o azione pubblicitaria – una big idea sviluppata con disciplina e passione perché la comunicazione non deve essere mai fine a sè stessa.

Annunci