di Veronica Romagnoli e Ylenia Salinaro

L’intervento di Francesca Romagnoli, Head of Operations per l’Italia di Ligatus, e Jean-Philippe Congnet, Global Head of Digital MSC, presso lo IAB Seminar sulla Content Strategy, ha avuto come elemento focale il Native Advertising.

Ligatus infatti, è il principale fornitore europeo di questa soluzione pubblicitaria per editori ed inserzionisti.

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Francesca Romagnoli, di Ligatus

Il Native Advertising ormai non è più un trend: ha una crescita esponenziale nel mercato; basti pensare che nell’ultimo anno ha avuto un incremento del 50%. Nel futuro continuerà a crescere e ad erodere l’uso di altri formati display per due motivi principali: il primo è l’incremento nell’uso del mobile, al quale il Native si presta perfettamente, e il secondo è la qualità percepita.

Il Native infatti viene percepito in maniera positiva dall’utente, che ha sempre una maggior voglia di partecipare, grazie alla sua perfetta integrazione con i contenuti e agli storytelling che riesce a veicolare.  La qualità è un elemento fondamentale, ed è alla base del rapporto di sinergia che si deve instaurare tra brand, publisher e utenti. I contenuti di qualità sono determinanti per ottenere risultati positivi, anche se molto spesso essi vengono adattati e non creati per il Native. Non bisogna però dimenticare che “content is king, but context is queen”: il contesto deve essere sempre allineato e si deve integrare perfettamente con i principi del brand.

Nella seconda parte dell’intervento è stato illustrato il Case history della campagna di fine 2016 di MSC Crociere. MSC è il 4 operatore mondiale nel settore delle cociere, con 16.000 dipendenti e operativo in 45 paesi diversi. L’obiettivo della campagna era quello di consolidare il brand da una parte e dall’altra aumentare le vendite per le crociere nel periodo primavera/estate di quest’anno. La strategia è stata pensata in ottica cross device e cross country, diversificando il contenuto sui diversi dispositivi a causa del differente comportamento degli utenti stessi. I risultati ottenuti sono stati più che positivi, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo: vi è stato un 90% in più di traffico di nuovi utenti con un -15% di frequenza di rimbalzo rispetto ai classici formati display; inoltre si è registrato un incremento del 5% delle chiamate ai call center e oltre il 25% di click in più rispetto al piano iniziale.

Ma il Native Advertising dove ci sta portando?

Esso si sta evolvendo sempre di più verso la brand awareness e la consideration; bisogna puntare su formati più dinamici e premium, senza però dimenticare l’importanza dell’utente e della qualità del contenuto.

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