di Luca Minarelli

Domenica 17 dicembre ho avuto la splendida occasione di partecipare all’evento “Ricordi?”, inoltre ho avuto la fortuna di poter scambiare due parole con Stefano Comoglio, responsabile marketing del lato printing dell’azienda HP.

Il progetto “Ricordi?” è nato insieme alla collaborazione di Settimo Benedusi, famoso fotografo e giornalista italiano. Questa collaborazione è nata poiché accomuna la visione di Settimo Benedusi e quella dell’impresa HP, ovvero il problema sociologico che nessuno al giorno d’oggi stampa le proprie foto. Infatti se prendiamo in considerazione la generazione attuale, che risulta essere la generazione più fotografata e ripresa in maniera digitale di sempre, non ci si accorge spesso del grande e silenzioso rischio di non avere alcun ricordo tangibile.

Se pensiamo bene per un momento, tutti noi abbiamo degli album fotografici in casa nascosti in qualche armadio o cassetto con le foto di noi, dei nostri genitori o dei nostri nonni. Questi sono senza dubbio ricordi tangibili ai quali bisogna tornare a dare voce per due motivi: al fine di sottolineare alle generazioni future il rischio di non avere foto di noi un domani. Il secondo motivo riguarda un un altro rischio: abbiamo tutti foto salvate su cellulari, computer o dischi esterni, ma molto spesso per mille motivi questi supporti tecnologici smettono di funzionare, incontrando il rischio che questi si possano perdere per sempre.

HP come azienda e Settimo Benedusi attraverso questo evento, che ha avuto una durata di una settimana (12-17 dicembre), hanno potuto rispondere a questa necessità e bisogno, grazie alla realizzazione di questo evento che vuole essere una celebrazione del ricordo.

L’evento si è svolto grazie all’invito a partecipare delle persone e una trentina di fotografi più o meno famosi, ognuno con il proprio stile e la propria visione come alcuni grandi nomi di fotografi: Oliviero Toscani, Alessio Albi e Giovanni Gastel che si sono alternati durante tutta la durata dell’evento. Questa esperienza nasce anche dal tema in comune delle campagne HP più recenti di comunicazione che promuovono le stampanti, dal titolo “Vicino a chi ami”, che si lega in maniera automatica al pensiero di Settimo Benedusi, ovvero celebrare il ricordo di chi più ti sta a cuore. Questo è stato il giusto mix che ha dato vita ad una mostra/evento che risulta essere vera e propria celebrazione del ricordo.

Un ricordo che fa rima con tradizione, quella di farsi belli, andare dal fotografo e farsi fare una foto come ritratto di famiglia. Un altro scopo della mostra è quello di far ricordare e rivivere vecchie tradizioni come questa che si stanno offuscando con il passare del tempo.

Questa esperienza ha riscontrato un successo incredibile che nei primi giorni dopo la sua apertura ha creato moltissima curiosità, generata dallo store temporaneo in via Vincenzo Capelli 2 (tra piazza Gae Aulenti e corso Como) a Milano. Un posto strategico scelto per la sua caratteristica di trovarsi dove c’è grande affluenza, ma soprattutto per dell’allestimento della location: con queste grandi pareti bianche che si sono riempite grazie alle foto stampate e poi appese alle pareti, che hanno così dato modo alla mostra di crearsi e concretizzarsi grazie alle persone che sono venute.

Possiamo quindi definire questa mostra un’opera d’arte?

La risposta di Stefano è stata “assolutamente sì!”. Questa opera d’arte è stata resa possibile solo grazie alle persone che hanno deciso di passare di persona per provare e toccare con mano questa esperienza. Questa praticità viene tradotta come una partecipazione attiva a celebrare il ricordo, per questo motivo, gli organizzatori dell’evento hanno preso una decisione voluta di non consegnare le foto scattate in file digitali. Un gesto che ha come scopo ricordare e celebrare il valore della foto stampata, attraverso un preciso procedimento: l’essere fotografati da un fotografo professionista, l’essere appesi ad un muro e fare parte di un’opera, manifestazione, esibizione d’arte e portando a casa la stessa foto scatta incorniciata (10×15) come ricordo.

Il messaggio che si vuole comunicare, partecipando a questa esperienza, è che l’unico ricordo di questa esperienza è il ricordo stesso, al quale non c’è file digitale che tenga. Questo aspetto è importante anche per quanto riguarda il creare una viralità a livello di comunicazione e nell’utilizzo studiato degli hastag legati all’evento (#ReinventMemories e #RicordiSampati): che ampliano la diffusione della comunicazione una volta che la persona si fotografa con la foto stampata, pura sapendo che stavolta avrà un ricordo tangibile che rimarrà per sempre.

Bisogna ritornare a dare e richiamare nelle persone il giusto valore a quello che è il ricordo tangibile di una foto stampata e questo evento lo ha fatto nel miglior modo possibile.

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