di Elettra Baldissera e Francesco Ceron

Oggigiorno, la maggior parte delle persone non sa come realmente girano l’economia, la finanza e le banche: questo a causa di una scarsa educazione finanziaria.

Matteo Arpe, Ideatore e Fondatore di Tinaba, con 30 anni di esperienza bancaria alle spalle, ci ha aiutato a far chiarezza sull’argomento, grazie al suo intervento sul palco dello IAB Forum nella mattinata del 30 Novembre 2017.

È sempre più diffusa l’idea, tra l’opinione pubblica, che Banca e Finanza siano la stessa cosa; questo è totalmente errato. La Banca è un’attività che ha 600 anni di vita, a differenza della Finanza che ha poco più di 50 anni. Si tratta di attività che solo recentemente si sono sovrapposte. La Finanza è la “customizzazione” e la “trasposizione di massa” dell’attività bancaria; mentre la Banca è quella attività fondamentale che si occupa del trasferimento di fondi da attività in surplus ad attività in deficit. Senza attività bancaria, il sistema economico di un Paese non è in grado di funzionare. Inoltre la Banca parla con i clienti; è un’attività fatta di persone, che si basa sulla conoscenza e sulla capacità di analisi delle stesse. La Finanza, al contrario, essendo gestita in modo tecnologico, non permette alcun tipo di dialogo.

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Matteo Arpe, Ideatore e Fondatore di Tinaba

Due sono i principali problemi della Banca: innanzitutto ha un prodotto commodity, non compreso, di difficile valutazione e di poco interesse e, in secondo luogo, non ha un dialogo con i giovani. La presenza fisica degli sportelli, su cui le banche hanno investito a livello mondiale triliardi di dollari, non ha più senso, proprio perché non vengono più utilizzati dai giovani. Questo ha portato alla diffusione e affermazione del FinTech, termine con cui ci si riferisce alla tecnofinanza,ossia a quella fornitura di servizi e prodotti finanziari erogati attraverso le più moderne tecnologie messe a disposizione dell’ICT.

Nasce così Tinaba, la prima FinTech che si connette nativamente con le banche.

Tinaba è l’App completamente gratuita per inviare, aggregare e condividere il denaro a costo zero. Consente di gestire le spese, amministrare i risparmi e realizzare progetti in modo social e divertente. Tinaba è l’unica App che consente transazioni veramente gratuite, ovunque e per tutti: anche un solo centesimo può essere trasferito senza alcun tipo di commissione, né per chi lo invia, né per chi lo riceve.
Tutti, inoltre, possono avere il controllo diretto del proprio denaro e accedere a servizi dedicati, in pochi tap.

Tinaba supera il concetto di “moneta forzosa”, priva di memoria: per la prima volta, non si parla più con il portafoglio o con la carta di credito ma si parla direttamente con la persona. Tinaba dà quindi ai negozi fisici, la stessa intelligenza e conoscenza dei grandi onliner, primo fra tutti, Amazon.

Sempre per la prima volta, con Tinaba Media, si dà la possibilità, ad esempio, di acquistare un singolo articolo invece dell’intero giornale. Questo significa, da un lato, che il ricavo della vendita di quel articolo andrà direttamente e integralmente all’editore di quel articolo, senza alcuna commissione aggiuntiva; dall’altro, che chi comprerà quell’articolo potrà essere informato se, dello stesso articolo, ci sono degli aggiornamenti o altri articoli correlati.

Riuscire a spostare i soldi senza alcun attrito, cambia anche i modelli di business. Per la prima volta la tecnologia non ha un dato centrale; i dati sono diffusi e questo rende la tecnologia molto più sicura, efficiente e trasparente.

Ma quale sarà la situazione tra 5 anni?

Secondo Matteo Arpe, sicuramente sarà diversa da quella odierna; questo perché l’evoluzione è sempre più ampia e diffusa. La tematica però sulla quale ha voluto condividere la sua principale preoccupazione ha riguardato la percezione dei giovani  e l’impatto della tecnologia sulla loro vita sociale. La tecnologia sta modificando la percezione di alcuni valori sociali fondamentali; è importante, dunque, contrastare questo fenomeno di appiattimento sia economico che concettuale. Tinaba, nel suo piccolo, cerca di fare proprio questo, dando certezza e ancorandosi ad alcuni valori fondamentali.

La tecnologia non diventa quindi solamente rivoluzione, ma anche capacità di evoluzione nell’affrontare determinati problemi.

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