di Matteo Piantoni

Fiore all’occhiello di un evento del calibro di IAB Forum è stato il prezioso intervento del fondatore di WikiLeaks Julian Assange, il quale ha fornito il suo interessante punto di vista sulla scottante questione delle Fake News.

Alla richiesta di Marco Montemagno, moderatore dell’evento, di fare chiarezza su un tema così delicato Assange risponde nominando Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti d’America.

Già all’epoca, nei primissimi anni dell’800, il tema delle Fake News era di estrema attualità. Il presidente Jefferson divenne celebre per le sue affermazioni riguardanti la libertà di informazione e il ruolo della stampa nella società ed è stato di recente al centro dell’attenzione, soprattutto dopo che l’attuale presidente Trump lo ha menzionato in un controverso discorso pubblico.

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Julian Assange

Un fenomeno tutt’altro che recente, quindi, quello delle Fake News. «Oggi i mezzi di comunicazione di massa pubblicano ogni giorno notizie false e celano verità scomode – commenta Assange – ma cosa sta cambiando?»

L’evoluzione del fenomeno non riguarda tanto la diffusione di notizie non veritiere – problema ormai radicato nell’industria dell’informazione – quanto piuttosto l’attribuzione di informazioni a fonti diverse da quelle originali.

Ma il cuore della questione risiede nel fatto che «i computer sono sempre più intelligenti, mentre gli uomini rimangono gli stessi». Assistiamo quindi ad un aumento del potere dei computer di ingannare l’uomo, una capacità computazionale che, con il passare del tempo e l’avvento di tecnologie sempre più efficienti, diventerà totale. «Ad un certo punto dovremo fare i conti con una Fake Information Apocalypse, nella quale non saremo più in grado di discernere il vero dal falso

Quali sono, però, gli strumenti in grado di identificare e verificare le fonti al giorno d’oggi?

WikiLeaks vanta un’affidabilità del 100% nel valutare la veridicità delle informazioni, ma può farlo solo grazie ad un consistente impiego di risorse in grado di finanziare ricerche lunghe e dettagliate su temi di un certo interesse. Il problema delle fake news, però, affligge chiunque: dal privato cittadino, alla piccola impresa, alle più grandi multinazionali e il pool di informazioni da esaminare è praticamente infinito.

Ecco perché è necessario spostare l’attenzione sul risolvere il problema all’origine, piuttosto che spendere risorse nell’identificare ciò che è fake. Le organizzazioni come Google e Facebook sono state chiamate a ridurre gli effetti disastrosi di questo fenomeno, cessando la diffusione di alcune fake news. Così facendo si crea, tuttavia, un vero e proprio sistema di censura, che si basa su interessi anche economici. Come dichiara Assange: «The first door in mass manipulation has been cracked open at a cultural level and a political level».

Intervento senz’altro interessante quello di Julian Assange allo IAB Forum. Molti gli spunti di riflessione su un mondo in costante cambiamento, sempre più influenzato dal potere socio-politico di pochi grandi attori.

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