di Francesca Colla e Leonardo Manna

A cosa pensiamo quando parliamo di performance marketing? Vien da pensare ad acquisti e vendite, ma è davvero solo questo? Ed inoltre quali KPI si possono raggiungere a partire da queste attività? Queste sono le domande che propone Carmelo Noto, nuovo country manager di Outbrain Italia nel Workshop dello IAB Forum 2017. Outbrain, presente in oltre 15 paesi nel mondo, si è posizionata come primo discovery network a livello mondiale e in Italia ha una reach dell’80%; il principale obiettivo è quello di definire nuove strategie di profilazione a partire dai gusti degli utenti.

outbrain2.png

Il performace Marketing è l’insieme di tutte quelle operazioni volte al raggiungimento di obiettivi chiari, specifici ed individuali, spiega Noto, è la ricerca di indicatori oggettivi che aiutino le aziende per i social, il search ecc.. quindi per i loro investimenti. Lo scopo fondamentale del performance è quello della previsione, sempre più complessa, per il soddisfacimento dei bisogni degli utenti. C’è la necessità di trovare nuove fonti per aumentare il potenziale del performance e un nuovo approccio efficace: Outbrain si occupa di dare all’utente un display sempre meno invasivo mediante una audience giusta, al momento giusto. Il sito sul quale l’utente naviga secondo Noto è un “logo” caro all’utente, pieno di potenzialità tutte da comprendere per proporre una strategia display efficiente. Ogni utente possiede necessità di fruizioni disparate ed è per questo che Outbrain svolge ricerche di profilazione molto mirate, non solo basate sui social.

outbrain.png

Il momento in cui l’utente manifesta interessa verso un target preciso lo si desume dal click, mediante il quale Outbrain costruisce un advertising mirato, basato su storie e su contenuti giudicati interessanti. Per raggiungere l’utente e ingaggiarlo in modo solido, occorre conoscere i suoi interessi perché i numeri sono importanti, ma non bastano alla ricostruzione generale del fruitore.

La mappa degli interessi di un utente generico è molto articolata e non basta un semplice dato per costruirne i gusti: per questo motivo Outbrain ha lanciato Affinity Index, un modo efficiente per creare una correlazione fra interessi differenti, ma dello stesso utente. Questo nasce dall’idea che i target abbiano molteplici interessi.

Per le campagne di performance bisogna individuare i giusti KPI per misurarne la resa dell’attività. Outbrain non si limita alle impression, ma analizza analiticamente il rapporto che il consumatore ha avuto col brand. Noto esplica alcune delle campagne ed alcuni case study, durati anche molti mesi, per la misurazione di determinati KPI, dati che hanno dimostrato una crescita della consideration fino al 23%. Ogni piattaforma oramai si basa sulla tematicità, dai social alla televisione, i contenuti che vengono forniti da un emittente, aumentano di valore se gli stessi utenti o editori parlano bene del brand. Quindi per Outbrain un importante criterio metodologico sta nello studio del traffico di un determinato brand ed il modo attraverso il quale gli stessi utenti che lo esaltano e sponsorizzano, generando traffico ulteriore.

Annunci