di Carola Barnaba e Giulia Sandri

Lo scorso 12 dicembre siamo stati ospiti di Samsung Italia e di Andrea Andreutti, Head of Digital & E-commerce, assieme al docente Bruno Lamborghini, presso il Samsung District.

Il pomeriggio ha avuto inizio con una visita interattiva ed immersiva della Samsung Smart Home, temporaneamente allestita a tema Star Wars. Davide, nostra guida per l’occasione, ci introduce la casa intelligente, all’interno della quale tutti gli elementi possono interagire tra loro tramite wi-fi ed essere facilmente gestiti da smartphone, e le aree intrattenimento, distinte nel cinema in Dolby Atmos (tecnologia audio surround, che supporta fino a 128 oggetti sonori), l’area realtà virtuale e l’area gaming.

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Visita alla Samsung Smart Home

Per approfondire solo alcuni degli elementi che compongono la Smart Home, “la casa che impara dalle mie abitudini”, Samsung offre tecnologie dedicate efficaci, modulari e a basso costo, che permettono di «creare scenari e mappare processi, come in una logica di programmazione oggetto». A partire dal citofono e dalla serratura di casa, con modalità d’accesso in piena sicurezza, estendibili anche alle sale riunioni degli uffici e alle camere degli hotel; per arrivare in camera da letto, dove la mattina, al suono della sveglia, si accende “Mirroring”, che mostra informazioni sullo sport e sulla borsa, gli aggiornamenti dei social, gli appuntamenti della giornata e le condizioni del traffico e dei mezzi pubblici, e grazie allo specchio virtuale è possibile provare capi di abbigliamento, senza doverli realmente indossare. Spostandoci in cucina, il frigorifero, già in commercio al prezzo di € 3.990, contiene uno schermo 21 pollici LCD integrato, con sistema operativo Tizen, tra le funzionalità disponibili, permette di controllare il contenuto grazie a tre fotocamere interne, di ordinare e di acquistare prodotti, di continuare a guardare la tv mentre si è indaffarati in cucina e di usarlo come smartphone, lavagna, calendario o ricettario, in base alle necessità.

Ci siamo chiesti come un frigorifero così tecnologicamente avanzato possa avere un costo tale da risultare relativamente contenuto e la risposta è nella politica Samsung: fare prodotti di fascia alta, con elementi e performance professionali e un pricing contenuto e accessibile, attuabile grazie alla straordinaria diversificazione dell’offerta, che permette di investire in ricerca su un unico elemento ed estendere i risultati a tutti gli altri.

La presentazione della Smart Home si conclude con “The Frame”, l’ormai iconica tv, avente la particolarità di sembrare un quadro quando impostata sulla caratteristica “Modalità Arte”, a consumo energetico molto basso. Ulteriori elementi personalizzabili sono le cornici, in diversi colori abbinabili all’arredamento, e la possibilità di montarlo a muro o piuttosto di posizionarlo su un piedistallo, grazie al suo design gradevole a 360°.

Durante la seconda metà del pomeriggio Andrea Andreutti ci ha parlato più nello specifico del brand Samsung, guidandoci attraverso la storia e le esperienze del passato, e le attività e le strategie del presente, nell’ottica di prospettive future.

Nata in Corea nel 1938 come azienda famigliare di commercio di generi alimentari, è solo dopo poco più di trent’anni, ovvero nel 1969, che Samsung coglie un’opportunità di business propizia e inizia ad occuparsi di tecnologia. Negli anni, ha poi ulteriormente espanso e differenziato la sua presenza anche in settori in cui è probabilmente meno conosciuta, quali il nautico, il commercio del fashion, la costruzione di palazzi, in ambito sicurezza e biomedicale. L’assetto di Samsung, nonché suo punto di forza, è tipicamente asiatico: essere presente in tanti mercati in maniera molto differenziata, per avere sempre un bilanciamento di entrate nei mercati più floridi.

L’azienda si muove su due asset diversi:

  • produce ed offre al consumatore dei prodotti finiti;
  • crea e commercializza componenti da vendere a società terze, per poi essere integrate nei prodotti dei competitor.

Non ha problemi nel rendere noto di essere fornitore di uno schermo di alta qualità per un brand percepito come concorrente, perché questo comporta un duplice vantaggio: si lascia intendere che un’azienda all’avanguardia come Apple si affidi ad un’altra tecnologicamente più avanzata come Samsung e si induce l’utente finale di Apple a percepire Samsung come produttore di qualità.

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Samsung nel mondo

Samsung è presente in 79 paesi, conta più di 308.000 dipendenti e più di 38 stabilimenti produttivi in tutto il mondo e oltre il 90% dei prodotti che commercializzano sono realizzati interamente all’interno degli stabilimenti. In aggiunta, i 7 design centers hanno un ruolo chiave nel captare i nuovi trend in termini di bisogni dell’utenza, design, colorazioni e materiali, e i 34 centri di ricerca e sviluppo provano ad introdurre e sviluppare innovazioni.

Il brand ambisce ad essere sempre più presente; oggi vendendo 41.000 telefoni e 5.300 TV ogni ora, e per il 2020 facendo in modo che le persone arrivino a stupirsi qualora in casa o in ufficio non abbiano almeno un prodotto Samsung. Essere presenti in mercati diversi porta inevitabilmente con sé una certa complessità. La varietà dell’offerta non deve essere erroneamente percepita dall’utente come un elemento di debolezza, bensì come la potenzialità di creare un ecosistema di dispositivi, saltando da touchpoint fisici a digitali in modo naturale, sempre più veloce, approfondito ed avanzato senza fare distinzione tra mondo fisico e digitale.

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Consumer Journey: dall’offline all’online

 

Presentando sempre più punti di contatto, l’abilità da sviluppare per migliorare il customer journey deve essere quella di avere dei team di marketing che approccino sia il lancio di prodotto, che la sua fase matura sul mercato a 360°, condividendo le conoscenze con le altre specializzazioni. È questo l’approccio che ha permesso di trasformare la crisi del Samsung Note 7 in un’opportunità di miglioramento, dimostrando di essere in grado di mettere la sicurezza dell’utente davanti al profitto, di reagire in tempi brevissimi e di implementare al massimo il controllo strategico.

Parlando di mobile, il marketing è in continuo divenire. Ci si domanda se sia meglio fare una campagna digital sul crescente o su desktop, quando sul mercato sono già presenti nuovi trend, come il voice. Un pilastro comune è che il content marketing sia diventato essenziale. È fondamentale riuscire a creare contenuti di qualità, rilevanti e in grado di emergere, sempre più spesso in un’ottica di storytelling. Lo stimolo per chi si occupa di marketing è pensare che le persone siano più predisposte a dare alle aziende i loro dati, nel momento in cui siano utilizzati in maniera adeguata per offrire dei servizi e delle informazioni sempre più mirate. Per generare valore destinato all’utente ci si concentra verso una profilazione sempre più accurata, riguardante le aree di audience, behavioural, targeting, geo-targeting, cross device, contextual marketing.

Le piattaforme DMP (Data Management Platform), che rilevano le caratteristiche e il comportamento degli utenti sono sempre più importanti non solo in ambito pubblicitario, ma anche per migliorare la user experience dei siti dei brand, magari proponendo dei contenuti potenzialmente più interessanti per una particolare persona. Lato azienda, questo porta con sé delle problematiche, perché personalizzare significa creare più contenuti; ogni campagna non è più composta da un unico messaggio, bensì, ipoteticamente, da 10 versioni aventi messaggi diversi, serviti e presentati dinamicamente dalle piattaforme.

Con l’avvento del digitale, il marketing e la comunicazione stanno diventando ambiti che necessitano di un approccio molto attento a livello consulenziale, di attente expertises e di costanza nelle misurazioni, per portare a casa risultati e non rischiare di disperdere il capitale investito.

 

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