di Francesca Colla e Leonardo Manna

Nella prima giornata di Workshop dello IAB Forum 2017 si è parlato di Clean Advertising, la nuova filosofia abbracciata da Teads: una campagna di sensibilizzazione che si basa su tre principi fondamentali di viewability, brand safety e protezione delle frodi. Clean Advertising promuove un ecosistema pubblicitario caratterizzato dall’impegno concreto nella lotta contro i flagelli dell’industry, negli ultimi tempi macchiata da una mancanza di fiducia e trasparenza, da annunci non visualizzati e preoccupazioni relative alla sicurezza del brand e ad una user experience irrispettosa e scadente. All’evento, presentato da Antonella La Carpia, Marketing & communications Director EMEA Teads, sono stati chiamati ad esprimersi su questo tema 5 ospiti d’eccezione, attori dello scenario pubblicitario.

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In prima istanza Chiara Ugozzoli, di Piaggio Group, ci ha raccontato di come è cambiato il concetto di brand safety: il mondo del web ha chiaramente cambiato modo di analizzare il piano strategico verso i media, poiché con il digital ed il programmatic il controllo sui consumatori è divenuto fortemente complicato. Oggi infatti la sua azienda si sta adeguando al passaggio dal B2B al B2C, per stare al passo con i tempi e avvicinarsi ai consumatori. I veicoli connessi divengono una realtà sempre più complessa e alla portata di tutti, pertanto l’organizzazione dei nuovi processi e delle risorse deve adattarsi in primis ai gusti degli utenti.

Quali sono gli strumenti che garantiscono i livelli di qualità nella band safety, viewability ed adfront? Luca Nicolai, Head di Cadreon Italy, ci spiega che il programmatic nel mondo digitale ha portato alla luce l’importanza del tema del clean e dell’advertising in generale: l’intelligenza artificiale sta aiutando il lavoro dell’advertiser e di tutta la filiera poiché queste nuove tecnologie consentono di evitare un’erogazione inadeguata di informazioni fuorvianti. Queste tecnologie permettono di far interagire fra loro le piattaforme mediante previsioni e di garantire l’acquisto o la vendita in modo molto più affidabile su siti e quant’altro. Nell’ambito della sicurezza del brand questo è un elemento fondamentale per i tempi attuali.

Roberto Dragone, Head of Programmatic & data di Mediamond, ci spiega che per il programmatic, il dato va inteso sia come KPI che come target in quanto misurazione di audience. Il dato in quanto KPI va preservato mediante uno standard di conteggio che ancora oggi fatica ad esser definito in base ai devices poiché è soggetto ad ampia generalizzazione. L’essenza dell’advertising è comunicare un prodotto e un’esigenza: il lavoro dell’advertiser è sempre più analitico, non bisogna dimenticare che il dato in quanto target deve essere clusterizzato e costruito dal data provider in modo valido e diretto per favorirne la diffusione.

Interviene poi Salvatore Aranzulla di  Aranzulla.it, sito visitato ogni giorno da milioni di italiani per risolvere problemi dell’ambito tecnologico. La monetizzazione di Aranzulla.it è affidata totalmente alla pubblicità ma in modo completamente ordinato e non invasivo per il fruitore: l’utente non deve essere disturbato dai banner o dalla pubblicità, in quanto questi devono essere complementari al sito. Aranzulla definisce la pubblicità come la sopravvivenza di un sito: è fondamentale e non va ridotta, ma semplicemente organizzata e ben strutturata.

Infine il giovane rapper Marco Pitrelli espone la sua prospettiva sulla generazione dei millenias e come questi vivono il rapporto con la lentezza dei contenuti pubblicitari: secondo lui i giovani della generazione attuale sono soggetti all’impazienza e alla fretta ed è per questo che la pubblicità deve sostenere l’ecosistema ed il compromesso, per offrire un servizio di qualità senza imporre l’invasività.

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