Di Elia Buongarzone e Viviana Ingrassia

 

Publicis Italia, l’agenzia creativa italiana più premiata nel mondo, ha tenuto una lezione particolarmente interessante sul modus operandi e sui ruoli principali nel settore pubblicitario con riferimento al social e digital.

In Italia l’agenzia conta circa 150 persone e si focalizza sull’unione di strategia e creatività, soprattutto nell’area digital.

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Stefano Perazzo, Head of social, e Andrea Biolcatti, Senior Social Media Manager, hanno introdotto Publicis Italia delineandone il posizionamento: agenzia strategico-creativa, sempre alla ricerca di un messaggio forte da veicolare. Qualità prima di quantità è il loro mantra, con l’obiettivo di avvicinare i grandi brands alle persone attraverso contenuti pensati e realizzati in base a specifici momenti di consumo.

L’obiettivo profondo è ispirare giovani talenti e creare valore per i clienti, attraverso i numerosi progetti e i lavori innovativi.

In seguito alla presentazione dell’agenzia, si è passati a delineare il flusso di lavoro tipico.

Non raramente, in questo settore bisogna dedicare grande attenzione a una risorsa molto importante: il tempo. Spetta all’agenzia riuscire ad ottimizzare il lavoro organizzandosi in maniera efficiente, andando incontro alle esigenze dei clienti.

Il cliente può essere acquisito attraverso un’assegnazione diretta  o con una gara in cui sono coinvolte altre agenzie.

Per quanto riguarda nello specifico l’iter operativo, Perazzo e Biolcatti hanno illustrato schematicamente le varie fasi lavorative:

  1. Ricezione del brief: In questa fase iniziale, il brief viene ricevuto e all’occorrenza vengono integrate indicazioni e parametri da considerare nelle fasi successive. A volte viene addirittura costruito ex-novo in collaborazione con l’agenzia.
  2. Analisi del brief: Identificazione dei vari obiettivi da raggiungere e delineazione dei KPI da rispettare.
  3. Organizzazione: orchestrazione del lavoro e pianificazione del budget con l’obiettivo di costruire una strategia di comunicazione.
  4. Ideazione e realizzazione della creatività.

Per ottimizzare le diverse fasi di lavoro, si attivano due componenti fondamentali: il progress e il timesheet. La prima è responsabile della suddivisione dei carichi di lavoro all’interno dell’agenzia; la seconda permette di analizzare le ore dedicate ai singoli progetti e valutarne la profittabilità.

Il focus dell’incontro si è poi spostato sui ruoli all’interno del team, diversi ma estremamente connessi tra loro, e sulla descrizione dei principali protagonisti e delle loro competenze:

  • Account: si occupa della direzione dei lavori, elabora i budget e gestisce il rapporto con il cliente. Ha una overview generale e fa da tramite tra agenzia e cliente.
  • Social media manager: gestisce i canali social del brand, monitorando la pubblicazione e la programmazione dei contenuti.
  • Digital strategist: definisce la strategia digitale del brand o di una campagna, individuandone il target, gli insight e il tone of voice.
  • Coppia creativa: composta da Copywriter e Art director. Il primo si occupa principalmente della creatività testuale; il secondo della parte visuale. Ad entrambi, dunque, il compito di concretizzare in parole ed immagini il messaggio che si intende veicolare.
  • Direttore creativo: Supervisore della creatività dell’intero progetto, controlla l’avanzamento del lavoro e contribuisce alla stesura del brief per i creativi.

L’ultima parte della lezione è stata dedicata alla visione e al commento di case history aziendali: “Heineken 0.0”, “Deisel – Go with the fake”, “Diesel x Mustafa’s Gemüse Kebap”, “Ha(u)te Couture”, “Spoiler Killers – Gomorra”, “Tokyo Stories – Renault”.

Tutti casi in cui la creatività è sostenuta da forti insight strategici. Segno anche che da un’ottima organizzazione del tempo e da un lavoro di squadra efficiente derivano grandi successi, e non poche soddisfazioni.

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